Update sui dazi per alluminio e acciaio negli USA

Dopo la Presidential Proclamation del 30 aprile, U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha dato seguito alle misure promulgate dal Presidente Trump relativamente ai prodotti della Section 232 interessati dai nuovi dazi, e lo ha fatto attraverso il Cargo Systems Messaging Service (CSMS) #18-000317.

Come annunciato, il CSMS specifica che tutte le importazioni di acciaio sono soggette ai dazi specificati nella Section 232 (25%), ad eccezione di quelle provienienti da Canada, Messico, Australia, Argentina, South Korea, Brasile e Unione Europea. L’esenzione per questi paesi è temporanea e vale fino al 31 maggio 2018. A partire dal 1 giugno 2018, rimarranno esentate dai nuovi dazi solo le importazioni di acciao provenienti da Argentina, Australia, Brasile, e South Korea. Le importazioni di alcuni prodotti dalla South Korea saranno limitate da quote assolute, e CBP ha rilasciato uno specifico CSMS (#18-000316) con i dettagli relativi alle quote.

Per l’alluminio, i nuovi dazi previsti dalla Section 232 prevedono l’esenzione temporanea, fino al 31 maggio 2018, per Canada, Messico, Argentina, Australia, Brasile e Unione Europea. A partire dal 1 giugno 2018, l’esenzione permanente riguarderà solo Argentina, Australia e Brasile. Le importazioni di alluminio dalla South Korea saranno soggette ai dazi aggiuntivi previsti salla Section 232 già a far data dal 1 maggio 2018, e non sono previste per questi prodotti quote di importazione.

Il documento CSMS #18-000317 è disponibile qui.

Il CSMS #18-000316 è invece disponibile qui.

Qui invece i dettagli relativi alle categorie di prodotti soggette a quote d’importazione.

Ancora un mese di esenzione dai dazi USA su alluminio e acciao per l’Unione Europea

Lunedì 30 aprile la Casa Bianca ha annunciato l’intenzione del Presidente Trump di estendere per un mese ulteriore l’esenzione sui dazi relativi ad alluminio e acciaio per Canada, Messico e Unione Europea.

Questi tre fra i quattro più importanti partner commerciali degli Stati Uniti avranno quindi tempo fino al primo giugno per cercare un accordo con l’amministrazione americana ed evitare così i dazi del 25 percento sull’acciaio e del 10 percento sull’alluminio, che sarebbero entrati in vigore a partire dal 1 maggio 2018 se Trump non avesse posticipato la scadenza del precedente provvedimento di esenzione.

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Come orientarsi nel mercato immobiliare americano? Una guida per le aziende italiane che vogliono stabilire una propria presenza negli USA.

L’apertura della filiale USA per le aziende italiane

Molte aziende italiane si affacciano agli USA con la necessità di affittare proprietà immobiliari, che possono essere utilizzate come uffici, showroom, negozi, magazzini o anche spazi produttivi.

La realtà del mercato immobiliare statunitense è articolata, con condizioni e pratiche che possono variare anche notevolmente da stato a stato, e che spesso presentano notevoli differenze rispetto al mercato italiano.

La durata dei contratti (TERM)

La durata tipica dei contratti è compresa tra i tre ed i cinque anni. Nella negoziazione è però utile tenere presente che il proprietario sarà disposto a concedere agevolazioni (Improvement Allowances o mensilita’ gratiute, ad esempio) tanto maggiori quanto più lunga sarà la durata del contratto.

Il prezzo degli affitti

Il prezzo di ogni transazione nel commercial Real Estate negli Stati Uniti viene parametrato su base PSF (Per Square Foot): il canone mensile d’affitto è calcolato moltiplicando il canone mensile per Square Foot concordato per il numero di RSF (Rentable Square Feet) dell’immobile affittato.

Il valore della superficie RSF è tipicamente superiore al valore USF (Usable Square Feet) di una percentuale determinata dal Load Factor (variabile dal 3 al 20%) che tiene in considerazione, sommandole alla superficie effettivamente utilizzabile, anche le aree di utilizzo comune.

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