Si parla spesso, a proposito di business internazionale, della diversa incidenza del costo dei fattori di produzione nei vari paesi; un aspetto che, ovviamente, incide sulle scelte imprenditoriali relative a dove costruire o trasferire gli stabilimenti produttivi. Uno dei fattori più importanti è certamente il lavoro, e il costo ad esso legato.

L’ultimo studio comparativo condotto negli Stati Uniti dal Bureau of Labor Statistics dell’US Department of Labor (BLS) relativamente al costo del lavoro nel settore manifatturiero risale a dicembre 2012, e confronta i dati (fino al 2011) di 33 Paesi.

India e China, per l’assenza di dati metodologicamente e strutturalmente comparabili con quelli degli altri stati, non sono incluse nello studio.

Costo orario del lavoro nel settore manifatturiero

La prima analisi condotta dal BLS prende in considerazione i costi orari -in dollari americani- nel settore manifatturiero. I Paesi dell’Europa occidentale e settentrionale, assieme ad Australia, Canada, Italia e Giappone, fanno registrare i valori più elevati, mentre la parte bassa della classifica è occupata dai paesi appartenenti alle aree geografiche di Europa Meridionale e Orientale, America Latina e Asia.

Gli Stati Uniti si collocano approssimativamente a metà classifica, con un costo medio orario di 35.53 $, leggermente inferiore a quello dell’Italia (36.17 $).

Hourly Compensation Costs

 

L’analisi delle variazioni percentuali di questi costi rispetto nel periodo 1997-2011 è interessante perché evidenzia la combinazione di due effetti:

  • Le variazioni dei costi orari del lavoro di ogni paese, misurate in valuta locale.
  • Le variazioni del tasso di cambio della valuta locale rispetto al dollaro statunitense.

Nel 2011, per quasi tutti i Paesi, ad eccezione della Grecia, la variazione dei costi orari del lavoro in $ è stata superiore a quella registrata negli Stati Uniti, che quindi hanno visto un incremento della propria competitività. Nella stragrande maggioranza dei casi in esame (escluse solamente Argentina e Irlanda) questo incremento è il risultato delle somma delle due componenti 1) e 2), entrambe positive.Annual Percent Change

Un altro dato interessante è rappresentato dalla variazione, nel periodo 1997-2011, dei costi orari del lavoro come percentuale dei costi corrispondenti negli USA. Per tutti i paesi, eccezion fatta per Taiwan, questi valori sono cresciuti o rimasti stabili, ancora una volta evidenziando l’aumento di competitività degli Stati Uniti nel periodo considerato.

Hourly Compensation Costs as pctg of US costs

 

 

 

 Le componenti del costo del lavoro

I costi orari utilizzati per l’analisi includono due componenti:

  • Pagamenti diretti (Direct Pay – effettuati direttamente al lavoratore prima di ogni tassa o deduzione in busta paga) che possono essere ulteriormente suddivisi in:
    1. Costi per ore lavorate (Pay for Time Worked – salario base, straordinari, aggiustamenti per il costo della vita, bonus ordinari)
    2. Benefit direttamente pagati (Directly-Paid Benefits – ferie, assenze retribuite, bonus straordinari, altri benefit)
  • Contributi Sociali e Tasse sul Lavoro (Contributi pensione e disabilità, assicurazioni, malattia, fondi discoccupazione, indennità di licenziamento, tasse sul lavoro)

E’ quindi interessante confrontare tra i vari paesi l’incidenza della componente sociale 2) sul totale del costo orario. Il grafico seguente evidenzia questa incidenza, disponendo in ordine decrescente sulla componente 2) le economie dei vari paesi.

I paesi con incidenza più elevata dei costi sociali (Svezia, Belgio, Brasile) registrano valori di poco superiori al 30% del costo totale del lavoro. Gli Stati Uniti i attestano al 24%, mentre i paesi asiatici registrano costi inferiori al 20% del costo totale.

I costi legati a benefit direttamente pagati (ferie, assenze retribuite, bonus straordinari) tendono ad essere più elevati in molti paesi europei (in gran parte per l’incidenza delle ferie) e in Giappone (qui per il peso dei bonus stagionali). In paesi come Australia, Stati Uniti e Canada, invece, questi costi rappresentano una percentuale relativamente più bassa.

Sommando i costi sociali con i benefit direttamente pagati al lavoratore si ottiene l’incidenza totale dei benefit sul costo del lavoro: incidenza che è superiore al 40% in 15 paesi, mentre si attesta al 33% per gli Stati Uniti.

Benefit components of Hourly Comp Costs

 

 

 

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