Uno degli studi più recenti (settembre 2015) che confronta i costi dell’energia sui mercati delle principali economie mondiali è quello condotto dalla società di consulenza sudafricana NUS Consulting (2015 International Electricity & Natural Gas Report & Price Survey – http://businesstech.co.za).

Lo studio confronta il prezzo dell’energia prendendo come riferimento, nei diversi paesi, contratti simili con data d’inizio al 1 giugno 2015 caratterizzati dalla fornitura di 1000 kilowatt per un uso previsto di 450 ore, escludendo le imposte (VAT o IVA).

Energy Costs

L’Italia guida la poco invidiabile classifica, con il prezzo più alto al mondo: i clienti italiani pagano l’energia 15.7 centesimi di dollaro al KWh (IVA esclusa), contro, ad esempio, i 9.43 centesimi dei clienti negli Stati Uniti.

In Italia, la selezione di combustibili utilizzati per produrre energia elettrica rimane la principale causa di prezzi così elevati. Nel paese, territorio sismicamente molto attivo, non ci sono centrali nucleari, visto che un referendum popolare ha decretato la chiusura di quelle esistenti alla fine degli anni ’80, dopo che l’esplosione di Chernobyl ha evidenziato ai paesi europei i rischi dell’energia nucleare. Di conseguenza, le principali fonti di generazione di energia elettrica sono oggi gas naturale, energie rinnovabili, petrolio e carbone.

Nonostante l’Italia abbia una delle più grandi riserve di gas naturale in Europa, la nazione non è oggi in grado di realizzare una produzione significativa e dipende fortemente dalle importazioni, soprattutto da Algeria, Russia e Libia. A causa dell’elevata instabilità politica di questi paesi, l’Italia sta incrementando la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare idroelettriche, geotermiche e solari. Nel 2014, con una capacità cumulativa che ha raggiunto i 18.5 gigawatt, l’Italia è diventata il terzo mercato al mondo per il fotovoltaico solare.

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